«Mi sa che non era a destra…»
«Eppure… boh… e ora? Che facciamo?»
«E che facciamo, amore? Torniamo indietro.»
Con cautela, l’auto fece retromarcia, slittando sul cemento ormai invaso dall’acqua.
Tirarono entrambi un lungo sospiro di sollievo, quando finalmente tornarono sulla strada sterrata.
«Che storie, amo’…»
«Lo puoi dire…»
Controllarono i loro telefoni, ma anche quelli – come il navigatore – erano ancora disconnessi.
«Si fa all’antica, no? Occhio e senso dell’orientamento…»
Percorsero un centinaio di metri nel cuore oscuro della natura, fra le dune che mutavano forma a ogni soffio di vento.
«Guarda, Lele! Lì! Una baia?»
Lele svoltò per un viottolo sabbioso, fino a fermarsi ai bordi di una mezzaluna di spiaggia illuminata da vividi falò sparsi.
«Ma dai!»
Decine di surfisti cavalcavano le onde, mentre almeno un centinaio di persone di ogni età ravvivano a gruppetti la sabbia, con teli colorati e cori intonati. La birra scorreva abbondante, al profumo allettante di barbecue improvvisati.
Come a un segnale convenuto, Anna e Lele scesero sincroni dall'auto e ammirarono quello scorcio che vibrava di libertà e spensieratezza. Da quanto non respiravano quel tipo d’atmosfera?
«Ehi, stranieri! Benvenuti!» li accolse una ragazza dai capelli lunghissimi; dita agili su una chitarra. «Vi unite a noi? Ma... sappiatelo: qui si festeggia senza regole!»
Anna e Lele si consultarono, lo stesso improvviso desiderio di leggerezza negli occhi.
Scesero sulla baia, raggiunsero la riva del mare, su cui il cielo si rifletteva di mille cristalli stellari.
«Un capodanno… fuori rotta, che dici amore?»
«Dico che ce lo meritiamo… Auguri, tesoro mio!»